Che cos’è il RevPAR?
È la metrica che riassume in un solo numero se una struttura si sta riempiendo e a che prezzo. Per questo è quella che si usa per confrontare hotel fra loro e per misurare l’andamento di uno stesso anno su anno.
Come si calcola
Ci sono due strade e portano allo stesso punto:
- Per ricavi: ricavi dell’alloggio ÷ camere disponibili.
- Per componenti: occupazione × ADR.
Un hotel di 30 camere che a luglio ha fatturato 108.500 € di alloggio ha 31 × 30 = 930 camere disponibili. Il suo RevPAR è 108.500 ÷ 930 = 116,67 €.
A che cosa serve
- Confrontare senza illudersi: la sola occupazione si trucca abbassando il prezzo e il solo ADR vendendo poco e caro. Il RevPAR penalizza entrambe le cose.
- Misurare l’effetto di una decisione: se alzi le tariffe e il RevPAR scende, l’aumento ti è costato più occupazione di quanta ne compensasse.
- Confrontarti con il mercato: è l’indicatore usato dai report di settore e dai comparatori di piazza.
Che differenza c’è fra ADR e RevPAR
L’ADR guarda solo le camere che hai venduto; il RevPAR guarda tutte quelle che avevi. Un hotel con il 58% di occupazione e 165 € di ADR ha un RevPAR di 95,70 €, peggiore di un altro con l’82% e 141 € di ADR, che arriva a 115,62 € — anche se il suo prezzo medio è più basso.
Quello che il RevPAR non ti dice
Che non conta quanto l’ospite spende fuori dalla camera. Un hotel con spa e ristorante può avere un RevPAR mediocre e un conto economico eccellente; per quello ci sono il TrevPAR e il GOPPAR. E che non distingue i canali: 116 € con il 70% via OTA non valgono quanto 116 € con il 40%.